Articolo a cura di Daniela Genesini  e Francesca FumagalliPsicoterapeute

Quando iniziamo a essere genitori?

  • Quando stringiamo per la prima volta il nostro bambino?

  • Forse prima, quando il test ci rivela che tra 9 mesi arriverà?

  • Ancor prima, quando scegliamo di avere un rapporto che potrà portarci al suo arrivo?

In realtà possiamo dire che la rappresentazione di noi stessi come genitori, inizia già a crearsi nel momento in cui la coppia decide di avere un bambino.

Diventare genitori è un lungo percorso che si costruisce con il tempo, fin da prima della nascita del bambino, già con le difficoltà che possiamo incontrare nell’attesa del suo arrivo.

Nella società attuale, più che nel passato, l’essere genitori è spesso una scelta pensata e costruita, non una tappa scontata del percorso di coppia, alla quale si arriva solitamente con maggiore consapevolezza e attesa, anche per il generale crescere dell’età media in cui si diviene genitori oggi.
Il fatto di averlo fortemente voluto o di aver magari atteso il momento giusto, non lo rende però più facile. Sentiamo spesso parlare delle gioie della gravidanza e dell’attesa, trascurando invece le fatiche che possono accompagnare questo percorso. Con ciò non si intendono i malesseri fisici spesso fisiologici (nausea, stanchezza inattesa, piedini che premono e che costringono a posizioni da contorsionisti nel sonno,….) ma il carico di pensieri, dubbi, domande, preoccupazioni che possono fare parte di questo periodo.

Tanti genitori che incontriamo ci raccontano della preoccupazione che arriva quando la gravidanza diviene “reale”:
“E adesso!? Ma ce la faremo?
Imparerò mai a cambiare un pannolino?”.
A volte le risposte che riceviamo non sono di comprensione e accoglienza, ma sminuenti i nostri sentimenti:
“Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala”,
oppure
“Quante storie, abbiamo imparato tutti, riuscirai anche tu!”.

E invece NO! Dobbiamo dircelo: avere dei dubbi è sano e frequente, si tratta della missione più importante e più carica di incognite della propria vita, sentirne la responsabilità è sinonimo di essere sulla strada giusta
ma basterà essere forniti di amore e buona volontà??

SI, basterà! Il segreto è fidarci di noi stessi e del nostro bambino, e ricordarsi che nella coppia si può trovare sostegno, parlando, confrontandosi, sperimentando insieme, affrontando tappa per tappa il meraviglioso percorso che ci attende.

 

Gravidanza e vissuti emotivi

Il periodo della gravidanza comporta un notevole cambiamento nella vita dei futuri genitori, mentre spesso nei papà i carichi emotivi iniziano all’avvicinarsi del parto, la mamma ne entra in contatto da subito.

Il corpo si modifica e cambia anche la produzione di ormoni con ricadute sull’emotività. Spesso le future mamme riferiscono di sentirsi più fragili e sensibili. Quante lacrime davanti agli occhioni dolci del gattino della pubblicità!

Non banalizziamo però i vissuti che si possono sperimentare,
la gravidanza porta a riflettere su tutte le nuove responsabilità,
sui nuovi compiti e sui nuovi equilibri che ci saranno richiesti.
Tutto cambierà e reinventarsi può fare paura.

La gravidanza comporta anche il passaggio da figlia a madre, la compresenza di questi due ruoli comporta spesso una rilettura dell’essere genitori dei nostri genitori… questo passaggio può generare malessere e/o riattivare intense emozioni passate.

 

 

 

Come affrontare questo periodo?

Per prima cosa cercando di progredire a piccoli passi e stando sul momento attuale senza rincorrere i pensieri sul futuro.
Ci serve anche individuare degli strumenti protettivi che possano accompagnarci nelle eventuali fatiche future:

  • Persone care che sappiano alleggerirci e di cui ci fidiamo;

  • Dialogo costante di coppia sulle paure e le difficoltà;

  • Professionisti che possano accompagnarci e a cui rivolgerci al bisogno.

 

Quando rivolgerci all’esperto?

Quando la preoccupazione o l’inadeguatezza non ci permettono di vivere serenamente il nostro momento di vita.

Durante la gravidanza possiamo sentirci non capiti e questo ci porta a dare sempre meno spazio alla condivisione delle nostre fatiche. Dubitare non ci descrive come meno capaci o insicuri, dice solo che teniamo al lavoro che stiamo svolgendo! Troviamo il modo di viverlo serenamente!

 

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dott.ssa Daniela Genesini
dott.ssa Francesca Fumagalli

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