Articolo a cura di Elena Panzeri – Osteopata

Così come il corpo della donna cambia radicalmente nel corso della gravidanza, adattandosi a supportare la crescita di una nuova vita, anche il puerperio, periodo di 4-6 settimane che seguono al parto, è segnato da importanti trasformazioni volte a riportare l’organismo materno alla situazione precedente la gravidanza.


I cambiamenti non avvengono solo nell’area addominale e genitale e sotto l’aspetto endocrino, ma nella persona nel suo insieme.

La maggior parte delle donne dopo il parto consulta l’osteopata per mal di schiena (61,8%), problemi pelvici e all’anca (30,6%), per un controllo generale (30,0%) o lamentando affaticamento (15,3%).

I disturbi post-partum menzionati più di frequente sono:
mal di schiena,
– mal di testa,
– problemi urinari come infezioni o incontinenza,
– spossatezza e disturbi del sonno,
– dolore ai rapporti sessuali,
– problematiche intestinali come stipsi, emorroidi, o dolore durante la defecazione,
– dolore perineale,
– dolore al seno/mastite.


Mal di schiena
Il dolore lombopelvico nel periodo post-partum è relativamente comune e si può classificare in:

Lombalgia se il dolore è presente tra la 12a costola e la piega glutea.
La maggior parte delle donne guarisce dal dolore lombopelvico correlato alla gravidanza entro 3 mesi dal parto;
tuttavia, studi hanno dimostrato che circa l’8-20% delle donne soffre ancora di dolore lombopelvico persistente e non specifico 2-3 anni dopo il parto che interferisce con le attività quotidiane.

Dolore alla cintura pelvica se il dolore è tra la cresta iliaca posteriore e le pieghe glutee, nelle immediate vicinanze delle articolazioni sacroiliache, ed è solitamente associato all’instabilità in quest’area. Inoltre, il dolore può irradiarsi alla parte posteriore della coscia o alla sinfisi pubica e causare una riduzione delle prestazioni di resistenza in piedi, camminando e seduti.

Coccigodinia se il dolore si manifesta in zona del coccige quando si assume la posizione seduta.

Mal di testa
Entro il primo anno dopo la nascita, da 1/3 a oltre la metà delle madri riferisce di soffrire di mal di testa.
A seguito dell’epidurale, come possibile complicanza dopo la nascita, si verifica il cosiddetto mal di testa post-puntura.


Disturbi urogenitali e intestinali
Incontinenza urinaria: oltre il 20% delle donne riporta incontinenza da stress, soprattutto se hanno avuto parto eutocico.

Problemi perineali: possono verificarsi a causa di lesioni alla nascita. Il perineo subisce uno stiramento significativo durante il parto e con la guarigione della ferita, il tessuto muscolare viene sostituito da tessuto fibroso.

Problemi intestinali: frequenti nelle donne dopo un taglio cesareo rispetto alle donne che hanno partorito per via vaginale senza ausili ostetrici.

Difficoltà specifiche dell’allattamento al seno
L’ingrandimento del seno e il conseguente aumento di peso favoriscono la disfunzione della colonna vertebrale toracica superiore. Il dolore al seno si verifica anche in caso di stasi del latte o di mastite.

Ruolo dell’osteopatia
Molte ricerche sono state condotte sui trattamenti convenzionali per le pazienti con dolore postpartum.

Attualmente, i FANS sono più comunemente utilizzati per il controllo del dolore postpartum non specifico e gli impacchi freddi sembrano essere di aiuto con il dolore perineale postpartum.
Tuttavia, queste modalità spesso non sono sufficienti per mitigare il dolore e spesso il disagio continua ad essere significativo.

A causa dei cambiamenti anatomici che si verificano durante la gravidanza e il parto, sembra che il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) possa rappresentare una modalità aggiuntiva efficace per il trattamento delle pazienti con dolore postpartum.

Molte tecniche OMT sono in grado di aiutare a rilassare il tessuto muscolare contratto, alleviare il dolore articolare e la tensione legamentosa, riducendo così il dolore. Il trattamento è caratterizzato da un approccio olistico al paziente e l’OMT può essere applicato a molte regioni e tessuti del corpo, talvolta lontani dall’area sintomatica e a giudizio clinico del professionista.

 


Bibliografia:

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